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La differenza tra B Corp e Benefit Corporation

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La differenza tra B Corp e Benefit Corporation

23 settembre 2019

La sesta indagine sul Neo Welfare condotta da Ermeneia – Studi & Strategie di Sistema per conto del Gruppo Assimoco, evidenzia quanto gli aspetti sociali siano sempre più al centro dell’attenzione delle aziende, che vengono valutate anche in funzione delle loro performance sociali. Ciò ha dato origine a tentativi imprenditoriali volti a integrare aspetti sociali ed economici. Tra queste organizzazioni, stanno assumendo un ruolo primario le società benefit, aziende prevalentemente orientate alla generazione del profitto ma allo stesso tempo interessate a generare un beneficio per la società.

È oggi possibile quindi per imprenditori e manager decidere di far assumere ad un’azienda una forma legale di società benefit (opzione ad oggi disponibile in alcuni Paesi tra cui l’Italia) o di sottoporsi volontariamente alla certificazione B Corp per attestare il soddisfacimento dei più alti standard al mondo di performance sociale, ambientale ed economica (opzione disponibile in tutti i Paesi).

Il sempre maggiore interesse da parte delle aziende nel voler integrare aspetti profit con quelli sociali, ha spinto la giurisprudenza a definire nuove forme giuridiche per legittimare le nascenti organizzazioni ibride.

Primo tra tutti il Regno Unito che già nel 2004 ha introdotto la forma societaria della Community Interests Company (CIC), sviluppata per normare le organizzazioni orientate alla generazione di un impatto sociale sulla comunità mediante il reinvestimento dei propri profitti in essa.

Successivamente analoghe forme sono state riconosciute in Belgio e negli Stati Uniti d’America.

A seguito di questi primi tentativi di riconoscimento delle organizzazioni ibride, negli Stati Uniti è nato un movimento composto da associazioni, istituzioni e soggetti privati accomunati dal desiderio di promuovere il concetto di società benefit. Il movimento nel 2010 ha ottenuto l’approvazione della prima legge al Mondo dedicata alle società benefit.

Seguendo l’esempio degli Stati Uniti, altri Paesi hanno riconosciuto nei propri ordinamenti la possibilità di costituire delle società benefit o di trasformare società esistenti in quella forma legale, uno di questi Paesi è l’Italia.

Il processo di riconoscimento delle società benefit negli ordinamenti giuridici dei singoli Paesi ha portato alla generazione di alcune differenze nella nozione di società benefit in termini di obiettivi perseguiti, responsabilità del management e requisiti di trasparenza.

Nei Paesi in cui è stata prevista una normativa dedicata alle società benefit, la possibilità di essere riconosciute come tali è legata all’adozione di una specifica forma legale. Ad oggi non tutti i Paesi riconoscono questa forma giuridica.

Il movimento delle società benefit, per ovviare a tale problema, ha promosso la diffusione di una certificazione volontaria di terze parti, che offre alle società di ogni Paese (indipendentemente dalla forma legale adottata) la possibilità di essere certificate come società orientate al beneficio comune e di assumere la denominazione B Corp.

Il movimento delle aziende che volontariamente si sottopongono a un processo di certificazione per divenire B Corp è in continuo aumento, tanto che si è assistito al passaggio da circa 1.500 aziende certificate nel 2014 alle 2.760 di oggi.

L’Italia riveste un ruolo importante nel mondo delle B Corp infatti è il secondo Paese europeo in relazione al numero di B Corp certificate, grazie a 76 B Corp pari a circa il 15% delle 500 aziende certificate presenti in Europa.