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L’integrazione dei servizi di welfare per le famiglie: quattro casi concreti sul territorio italiano

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L’integrazione dei servizi di welfare per le famiglie: quattro casi concreti sul territorio italiano

11 febbraio 2020

La sesta indagine sul Neo Welfare condotta da Ermeneia – Studi & Strategie di Sistema per conto del Gruppo Assimoco, evidenzia che le famiglie per rispondere ai loro bisogni sociali non possono più affidarsi unicamente al welfare pubblico. Quest'ultimo è in continua contrazione, mentre i bisogni dei cittadini e dei nuclei familiari si fanno sempre più complessi. In questa situazione è necessario e auspicabile esplorare altri sistemi di welfare.

Oggi, sul territorio italiano si stanno diffondendo diverse forme di welfare in grado di supportare i cittadini e dare una risposta concreta ai loro bisogni sociali.

Il Rapporto racconta di quattro esperienze italiane messe in atto da quattro enti differenti per aiutare le persone, che vivono nelle comunità in cui questi enti operano, a soddisfare i loro bisogni e dar vita a delle iniziative che aiutano l’integrazione dei servizi di welfare per le famiglie.

  •  La promozione di un welfare allargato in un contesto montano di vulnerabilità

Il Progetto triennale “+++ Segni Positivi” (2015-2018), attivato dal Consorzio di cooperative sociali Sol.Co Sondrio, Ufficio di Piano dell’Ambito di Sondrio, Cooperativa Sociale Intrecci e Centro Servizi Volontariato L.A.VO.P.S. ha affrontato per la prima volta in maniera strutturata il problema della “vulnerabilità sociale” in un contesto di valle alpina. Tale fenomeno riguarda i cittadini che, per ragioni impreviste (perdita del lavoro, malattie, separazioni, invalidità, ecc.), si trovano temporaneamente in difficoltà. Il Progetto “+++ Segni Positivi” intendeva trovare soluzioni concrete, basandosi essenzialmente sulle persone e considerando ciascuna di esse come una risorsa facente parte di un sistema “a somma positiva”.

Alla base si è esplicitamente scelta una “logica di reciprocità” che ha visto i beneficiari dei servizi come i primi portatori di cambiamento in quanto era previsto che fossero impegnati a restituire, in termini di tempo o di prestazioni d’opera, l’aiuto ricevuto: così da superare una visione puramente assistenzialistica dei servizi di welfare in favore di una visione di veri e propri sistemi partecipati di sostegno.

  • Dal welfare aziendale ad una piattaforma territoriale multiwelfare

L’iniziativa è stata promossa da Garda Vita, associazione mutualistica senza scopo di lucro nata dalla volontà della BCC del Garda nel 1999 allo scopo di rispondere alle esigenze sanitarie e di tempo libero delle famiglie. È nata così la piattaforma CreaWelfare una sorta di rete di welfare azienda­le che risulta appoggiata ad ogni BCC-Cassa Rurale e può legarsi anche alle aziende clienti come pure a persone e famiglie presenti nelle diverse aree locali. L’obiettivo è quello di favorire un accesso agevolato alle strutture sanitarie e ai centri di prevenzione nonché ai servizi e alle attività culturali e di tempo libero già organizzate sui territori dalle singole Mutue e realtà locali, che a loro volta possono essere messi in rete e diventare un patrimonio comune: favorendo così un accesso allargato al welfare aziendale.

  • La farmacia come soggetto integratore dei servizi sanitari e assistenziali di base

Si tratta del Progetto CAP – Consorzio per l’Assistenza Primaria, promosso inizialmente a Roma, d’intesa con Confcooperative Sanità a cui ha dato il proprio appoggio anche Federfarma Roma. L’iniziativa si è poi sviluppata anche in altre regioni. L’idea di fondo è quella di sviluppare una rete di assistenza primaria che sia in grado di offrire alle persone un ampio ventaglio di prestazioni sanitarie e sociosanitarie attraverso la “farmacia dei servizi” cioè un punto di accesso unico in rete con le cooperative consorziate ed i partner convenzionati. Se la farmacia diventa un “Punto Unico di Accesso”, deve:

− orientare le persone e le famiglie sui diritti alle prestazioni e agevolare l’accesso alle prestazioni sociali, sociosanitarie e sanitarie e di continuità assistenziale

− segnalare le situazioni con bisogni sociosanitari

− avviare la presa in carico e l’identificazione dei percorsi assistenziali ottimali

  • Un’iniziativa di welfare cooperativo per soci e dipendenti

 L’iniziativa denominata “Welfare Cooperativo” è stata promossa dal Gruppo Colser-Auroradomus (Parma). Il progetto rappresenta pienamente la volontà di tradurre in concreto le finalità di mutuo-aiuto e di sostegno dei lavoratori. Le attività di welfare sono state organizzate nei seguenti ambiti:

Salute: sono previsti specifici ser­vizi per l’assistenza sanitaria integrativa ma anche lo sviluppo di progetti per la prevenzione e la sensibilizzazione dei lavoratori ri­spetto al perseguimento di stili di vita più sani.

Lavoro: riguarda temi che intersecano la vita quotidiana dei lavoratori e che si collegano con il tema del lavoro: il rapporto con gli istituti bancari e assicurativi, la mobilità sul territorio, le esigenze formative e le consulenze per l’inserimento dei figli nella realtà professionale.

Famiglia: l’iniziativa di welfare nasce come sostegno non solo al singolo lavoratore, bensì anche al relativo contesto familiare: creando così una serie di opportunità che possono essere utilizzate dalla famiglia (dal turismo al tempo libero, dalle convenzioni con i mezzi di trasporto pubblici ai corsi di formazione di informatica di base).