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Rapporto 2016: "Un Neo-Welfare per la famiglia: Cooperare per una gestione consapevole del risparmio"

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Rapporto 2016: "Un Neo-Welfare per la famiglia: Cooperare per una gestione consapevole del risparmio"

25 maggio 2016

Presentata il 25 maggio 2016, alla Camera dei Deputati, la terza edizione del Rapporto sul Neo-Welfare del Gruppo Assimoco “Un Neo-Welfare per la famiglia: Cooperare per una gestione consapevole del risparmio”.

Lo studio mette in luce quanto la fiducia, messa a rischio dalle recenti cronache finanziarie che hanno visto come protagoniste diverse Banche italiane, la crisi economica di questi ultimi anni e l’analfabetismo finanziario siano un mix esplosivo cui prestare molta attenzione nel perseguire un obiettivo vitale in termini di neo-welfare, come la gestione consapevole del risparmio.

Alla mattinata sono intervenuti rappresentanti delle Istituzioni, della società civile, dell’economia, tra questi: il sottosegretario all’Economia e alle Finanze, On. Pier Paolo Baretta, il Presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, il Presidente del Forum Ania-Consumatori, Pier Ugo Andreini e Fabio Picciolini di Adiconsum.

Dal Rapporto è emerso che il tasso di alfabetizzazione finanziaria è generalmente basso nella popolazione, alcuni gruppi sono più vulnerabili finanziariamente e sono a più alto rischio di analfabetismo finanziario. Fra tutti, le donne e la millennial generation, ossia quella che comprende i nati tra il 1980 e il 2000, una generazione chiave per l'economia mondiale:

  • tre sono i fattori che stanno influenzando l’accesso dei giovani ai prodotti finanziari: poca fiducia nelle istituzioni finanziarie tradizionali; forte propensione all’utilizzo di risorse online; bassa alfabetizzazione finanziaria e comprensione dei termini tecnici finanziari

  • in media, solo il 30% delle donne risulta financially literate, contro il 35% degli uomini. Queste differenze tendono a essere particolarmente accentuate in alcuni Paesi. In Italia, per esempio, si registra un gender gap di addirittura 15 punti percentuali: il 45% degli uomini risulta financially literate contro il 30% delle donne.

Inoltre si evidenzia che i 2/3 dei capifamiglia italiani dichiara di essere tentato di non fare alcun investimento finanziario e di restare “liquido”, conservando il denaro in casa o in cassette di sicurezza, anche se poi i comportamenti effettivi risultano molto più aperti e in evidente trasformazione dato il disinvestimento dai Titoli pubblici e l’investimento in quote di Fondi e in polizze assicurative, tanto per fare due esempi.

I primi dati sono:

  • 78,4% dei capifamiglia ammette che non è facile scegliere tra impieghi finanziari ottimali tra quelli disponibili;

  • 81,4% sottolinea come le sicurezze e i rendimenti cui si era abituati in passato non sono più validi oggi;

  • 84,8% ha registrato decisamente in negativo le recenti vicende che hanno interessato alcune banche regionali italiane;

  • i capifamiglia che dichiarano di aver risparmiato nell’ultimo anno salgono dal 35,2% del 2014 al 42,2% del 2016.

Come nel 2015, il Rapporto, oltre ad analizzare i dati della popolazione italiana, intende dare un contributo concreto e fattivo in materia di welfare, raccontando casi virtuosi a livello nazionale e internazionale.

Una sezione del Rapporto documenta la situazione della conoscenza finanziaria in Italia a confronto con altri Paesi e riporta alcuni casi studio relativi a programmi di educazione finanziaria di tipo innovativo, messi in atto negli Stati Uniti in seguito alla crisi finanziaria del 2008. Il Gruppo Assimoco ha quindi chiesto a Carlo de Bassa Scheresberg, Senior Research Associate presso la George Washington School of Business, Washington, di collaborare alla stesura del Rapporto 2016 fornendo alcune strategie per creare soluzioni finanziarie più vicine ai segmenti della popolazione finanziariamente vulnerabili come le donne e i giovani.

Alla Camera dei Deputati, con la moderazione dal giornalista del Corriere della Sera, Stefano Righi, si sono inoltre alternate le testimonianze di Nazzareno Gabrielli, Vice Direttore Generale di Banca Etica, Helmut Bachmayer, Presidente dell'Associazione di Promozione Ethical Banking, Elvio Curti, Direttore Finanza Banca d’Alba, Antonio Giusti - Luca Silvestrini, Direttore Generale BCC Pescia e Responsabile Marketing & Comunicazione, Vincenzo Linarello, Presidente Gruppo cooperativo Goel che hanno illustrato esperienze concrete di cooperazione per dare risposta ai bisogni dei risparmiatori.
La mattinata si è conclusa con una tavola rotonda che ha visto protagoniste le Associazioni di Rappresentanza e di Categoria: Maurizio Gardini, Presidente di Confcooperative, Fabio Picciolini, Adiconsum e Pier Ugo Andreini, Presidente del Forum Ania-Consumatori.

Questi alcuni dei dati contenuti nella terza edizione del Rapporto Assimoco 2016 sul Neo-Welfareo “Un Neo-Welfare per la famiglia: Cooperare per una gestione consapevole del risparmio”.

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