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  • FONDI COMUNI D'INVESTIMENTO (aperti)

    Fondi d'investimento costituiti da società di gestione del risparmio, che gestiscono patrimoni collettivi raccolti da una pluralità di sottoscrittori e che consentono, in ogni momento e su richiesta, a questi ultimi la liquidazione della propria quota proporzionale. A seconda delle attività finanziare nelle quali il patrimonio è investito si distinguono in diverse categorie quali azionaria, obbligazionari, flessibili e di liquidità (o monetari).

  • FONDO DI GARANZIA PER LE VITTIME DELLA STRADA

    Fondo avente lo scopo di provvedere alla corresponsione dell'indennizzo in caso di danni provocati da autoveicoli o natanti non identificati, non assicurati o assicurati presso imprese che si trovino in liquidazione coatta amministrativa al momento del sinistro o che vi vengano poste successivamente e in caso di veicoli posti in circolazione contro la volontà del proprietario. Il fondo è gestito dalla CONSAP (Concessionaria servizi assicurativi pubblici) - che si avvale per la liquidazione dei danni di imprese di assicurazione designate per territorio - e viene alimentato tramite il versamento di un contributo (nella misura massima del 4%) sui premi raccolti dalle imprese di assicurazione operanti nel ramo RC auto. In caso di incidente provocato da un veicolo non identificato, il Fondo interviene soltanto per i danni alla persona. Nell'ipotesi di veicolo non assicurato, il Fondo interviene anche per i danni alle cose con una franchigia assoluta della misura di 500 Euro (lire 1.000.000 circa). In caso di sinistri provocati da veicoli assicurati con imprese in liquidazione coatta, vengono risarciti sia i danni alla persona che i danni alle cose. In tutte le ipotesi i risarcimenti non possono superare i massimali minimi previsti dalla legge al momento del sinistro.

  • FONDI PENSIONE

    Fondi aventi lo scopo di offrire ad una collettività di lavoratori (dipendenti o autonomi) prestazioni pensionistiche integrative rispetto a quelle erogate dal sistema previdenziale obbligatorio pubblico. A seconda delle modalità di costituzione, i fondi pensione si dividono in due grandi categorie: i fondi chiusi (o negoziali) e i fondi aperti. I primi sono istituiti sulla base di accordi o contratti collettivi e si rivolgono a categorie omogenee di lavoratori (ad esempio, i dipendenti di una stessa impresa o i lavoratori di un medesimo comparto economico). Ai secondi, che sono invece istituiti direttamente da un intermediario finanziario abilitato (impresa di assicurazione, banca, SIM o società di gestione del risparmio), possono aderire tutti i lavoratori, dipendenti o autonomi, per i quali i fondi chiusi non esistono o non operano.
    Decorso un certo periodo di tempo dall'adesione è tuttavia possibile per il lavoratore iscritto al fondo chiuso trasferirsi ad un fondo aperto o a una forma pensionistica individuale. 
     

  • FORME PENSIONISTICHE INDIVIDUALI

    Pensioni integrative rispetto a quelle erogate dal sistema previdenziale obbligatorio pubblico destinate a singole persone e che si attuano o attraverso l'adesione individuale a fondi pensione aperti o mediante la stipulazione di contratti di assicurazione sulla vita che presentino determinate caratteristiche previste dalla legge. 
     

  • FRANCHIGIA/SCOPERTO

    Clausole contrattuali che limitano, sul piano quantitativo, la garanzia prestata dall'assicuratore facendo sì che una parte del danno rimanga a carico dell'assicurato.
    La franchigia, di regola espressa in cifra fissa o in percentuale, si applica sulla somma assicurata, ed il suo ammontare è quindi definibile a priori. Essa si differenzia proprio per questo dallo scoperto, in quanto quest'ultimo, espresso in percentuale, si applica sul danno, ed il suo ammontare non è quindi definibile a priori.


    ESEMPIO Nel caso in cui un soggetto assicuri la propria abitazione, valutata 200.000 €, contro il rischio di incendio, può essere stabilita, nella polizza di assicurazione, una franchigia pari a 10.000 € o, in alternativa, pari al 5% del valore assicurato (ossia il 5% di 200.000 €, che equivale a 10.000 €). In questo caso, se il danno subito dall'assicurato è inferiore o uguale alla franchigia (10.000 €), l'assicuratore non versa alcun indennizzo. Se il danno subito dall'assicurato è superiore alla franchigia, l'indennizzo corrisposto dall'assicuratore varia a seconda che si sia in presenza di una franchigia assoluta o di una franchigia relativa.

     

    Valore
    assicurato
    Franchigia Danno
    subito
    Danno
    indennizzato
    200.000 10.000 10.000 0

    Nell'ipotesi invece che una persona assicuri la propria abitazione contro il rischio di incendio per un valore di 200.000 € e che sia previsto uno scoperto del 10%, se si verifica un sinistro e il danno è valutato in 50.000 €, lo scoperto sarà pari a 5.000 € (ossia il 10% di 50.000 €) e l'indennizzo versato dall'assicuratore sarà pari a 45.000 € (50.000 € - 5.000 €).

     

    Valore
    assicurato
    Danno
    subito
    Scoperto Danno
    indennizzato
    200.000 50.000 5.000 (10% di 50.000) 45.000 (50.000 - 5.000)

     

  • FRANCHIGIA ASSOLUTA

    La franchigia si dice assoluta quando il suo ammontare rimane in ogni caso a carico dell'assicurato, qualunque sia l'entità del danno che egli ha subito.


    ESEMPIO Nel caso in cui sia assicurata contro l'incendio un'abitazione per un valore di 200.000 € e sia stabilita una franchigia assoluta pari a 10.000 €, qualora il danno subito a seguito di un sinistro sia di 50.000 €, l'assicuratore verserà un indennizzo pari a 40.000 € (ossia 50.000 € - 10.000 €).

    Valore
    assicurato
    Franchigia Danno
    subito
    Danno
    indennizato
    200.000 10.000 50.000 40.000

     

  • FRANCHIGIA RELATIVA

    In questo caso, a differenza di quello della franchigia assoluta, l'applicazione o meno della franchigia dipende dall'entità del danno, nel senso che se il danno è inferiore o uguale all'ammontare della franchigia l'assicuratore non corrisponde l'indennizzo, ma se il danno è superiore l'assicuratore lo indennizza senza tener conto della franchigia.


    ESEMPIO Assicurazione contro l'incendio di un'abitazione per un valore di 200.000 €; franchigia relativa pari a 20.000 €. Se il danno subito non supera la franchigia (ad esempio è pari a 15.000 €), l'assicuratore non effettuerà alcun indennizzo; se invece il danno subito è superiore alla franchigia (ad esempio, 50.000 €), l'assicuratore indennizzerà tutto il danno subito dall'assicurato, senza detrarre l'importo della franchigia.

     

    Valore
    assicurato
    Franchigia
    relativa
    Danno
    subito
    Danno
    indennizzato
    200.000 20.000 15.000 0
    200.000 20.000 50.000 50.000

     

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